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Schiamazzi, bestemmie, risse e cori da stadio: sale il grado alcolico e si scatena l'inferno
Corso Garibaldi, residenti contro movida
Il cortile del 104 nei fine settimana si trasforma in latrina per decine di ragazzi

Articolo del: 19/09/2011
Autore: Giacomo Valtolina

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MILANO - Da un lato gli yuppie post-Corona, la novella borghesia «buona», gli avvocati che festeggiano l'esame andato a buon fine, le modelle e gli aspiranti tronisti. Dall'altra parte della strada, i milanesi (solo un poco) più alternativi, che proliferano numerosi assieme agli studenti, anche a causa del vicino Milano Film Festival. In mezzo le biciclette, tante, e i motorini, tantissimi. Oltre alle bottiglie. E al degrado. Perché al calar della notte tutti si confondono. Tra gli schiamazzi, le bestemmie, le risse sfiorate, i cori da stadio, la maleducazione imperante e le latrine nei palazzi, segnalate dai cittadini in protesta che iniziano a dare segni d'irritazione.
Alla rentrée settembrina, l'angolo di città fino a ieri funestato dalle Bentley e da Suv posteggiati in doppia fila viene nuovamente preso di mira dagli animi notturni della Milano più o meno bene. Come l'altra sera, l'ultimo venerdì dell'estate: mezzanotte inoltrata, le persone affollano corso Garibaldi, nella sua parte che si affaccia su largo La Foppa, tra il Radetzky, il bar cosiddetto dei «Giappi», l'Ice Bound e la galleria del civico 104, ultima icona del degrado che si lascia dietro di sé la movida alla milanese. In centinaia (oltre 600 venerdì) si accalcano qui, come ogni sera. Tanto che qualcuno ha già rinominato la zona come le «nuove Colonne di San Lorenzo», ormai svuotate dalle «militarizzazione» dei furgoncini dell'Amsa.

(Fotogramma)
(Fotogramma)
Così, anche camminare diventa un'impresa e di buono c'è che per le auto incuranti dei divieti non c'è più spazio per posteggiare. Al massimo solo per farsi largo tra la folla, come hanno fatto, venerdì, una Ferrari e una Porsche (e un taxista furbacchione), compiendo 100 metri in dieci minuti.
Fin dall'aperitivo, qui tutti stanno in strada. Per salutarsi, raccontarsi le vacanze e scambiarsi battute sulla ripresa professionale. Niente di particolare, se non fosse che man mano che si alza il grado alcolico inizino anche le grida, magari amplificate dall'acquisto dei megafoni. Si comincia cioè a perdere contegno, a discutere, a far pipì sotto le stelle e, soprattutto, nei cortili, come segnalato dagli abitanti della zona. Alla fine ci si trova a spaccare bottiglie e attaccar briga. Sempre bevendo, comunque spendendo. Nonostante la crisi. Anzi forse proprio sintomo della crisi, con la dissoluzione e il lusso ostentati, opposti alla povertà dei vagabondi e dei venditori di rose. E di oggetti come il gadget cult degli ultimi anni, la fionda per lanciare in alto piccole eliche luminose.
A fine serata, inevitabilmente, le piastrelle dell'area si tramutano in un'enorme apocalittica scacchiera, dove l'alfiere e la torre, sono le varie bottiglie di birra, di alcolici leggeri, miste a cannucce e bicchieri. Che regolarmente, alla chiusura dei locali (quasi sempre posteriore all'una e mezza sancita dai divieti comunali), nessuno ritira. Nessuno tranne i gemelli cinesi del bar - chiamati dai fedelissimi i «Giappi» -, sempre solerti nel ripulire l'area antistante al loro locale. A dimostrazione che il senso civico magari non avrà nazionalità, ma di certo non è dote milanese.

Ma la situazione più ingombrante (che sta scatenando l'indignazione dei residenti) si scopre al civico 104, al suo ingresso, una galleria verso i condomini con ingresso anche su via Moscova, dove si ritrovano i più giovani, i più riottosi e scalmanati, che si abbracciano, giocano, corrono, si arrabbiano, proprio come fossero ubriaconi consumati. C'è il clanismo da branco, trionfano le battute machiste e, addirittura, talvolta si sfiorano le molestie. Gli abitanti dicono che le volanti della polizia passano senza fermarsi e che i ragazzi sciolgono le redini e si lasciano andare sempre di più: si sdraiano, si addormentano, talvolta vomitano. Oppure fanno a cazzotti. Ma tra buoni amici.

Commento: Questi i brillanti effetti della chiusura al traffico privato di corso Garibaldi. Prima era una via normalissima, senza alcun problema. Poi l' hanno voluta pedonalizzare per renderla più ecologica, più alla moda, ed ecco il risultato.
Il fatto è che ogni volta i residenti non capiscono che la pedonalizzazione è l' anticamera dell' invasione dei locali notturni. Loro si lasciano sempre abbindolare con l' illusione (o meglio la promessa) di ottenere un fantastico quartiere dormitorio dove vivere tranquilli.


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