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Più debiti e patrimonio più fragile
così la Moratti ha impoverito l'Atm
Federconsumatori: 880 milioni di debiti, decvisivi i prelievi effettuati dal Comune
Sotto accusa anche la carta dei servizi: "Annunci orari non rispettati nella realtà"

Articolo del: 20/09/2011
Autore: ILARIA CARRA

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Un’azienda sempre più debole nelle sue finanze, impoverita negli anni, nel suo patrimonio, soprattutto a causa dei continui prelievi effettuati dal Comune, unico azionista, per tappare i propri buchi di bilancio. E con i debiti a breve termine cresciuti del quaranta per cento e più in tre anni, che disegnano un futuro economicamente più difficile. La Federconsumatori ha messo sotto la lente d’ingrandimento gli ultimi tre bilanci di Atm negli anni 2008-2010. E durante il convegno “Attaccati al tram”, alla Camera del lavoro, ha espresso le sue preoccupazioni anche sul fronte del servizio all’utenza.

L’indagine dei consumatori sviscera i conti dell’azienda, più fragile negli ultimi anni. Se nel 2008 i debiti a breve termine erano di 625 milioni, nel 2009 sono saliti a 692 mentre nel 2010 si sono impennati a 880, con un più 40 per cento secco in tre anni. La spiegazione prima è da ricercare nelle tre delibere dell’assemblea dei soci, una di fine 2009 e due nel dicembre 2010, nelle quali si decise di staccare dividendi straordinari (non dagli utili, ma dalle riserve) per un totale di 116 milioni. Un prelievo “stile bancomat” di denaro sottratto a potenziali investimenti, da parte dell’ex giunta Moratti intenzionata a tamponare i bilanci di Palazzo Marino, che ha compromesso però la liquidità dell’azienda sua controllata estinguendo buona parte del “tesoretto” di riserva.

Anche gli indici patrimoniali denotano l’impoverimento:
il rapporto tra la liquidità e la solvibilità, la capacità di far fronte ai debiti contratti, nel triennio è sceso dall’1,3 per cento allo 0,9. «In genere tutte le crisi di una società nascono proprio dai problemi di solvibilità — rimarca Sandro Potecchi, esperto finanziario di Federconsumatori Milano — un risanamento di questa situazione da parte del Comune sarebbe auspicabile, dato che non si sono prelevati gli utili ma le riserve di un’azienda che, così, ha messo a rischio il suo futuro». Non solo. Nel mirino dei consumatori rientra anche la struttura del gruppo, in particolare le dodici società a cascata, di cui nove controllate e tre collegate alla holding Atm spa. «Una struttura piramidale con una holding non più operativa, con un presidente e un amministratore delegato incarnati nella stessa persona — attacca Gianmario Mocera, presidente di Federconsumatori Milano — delineano un’elefantiaca struttura amministrativa con più di 70 unità tra amministratori e revisori che andrebbe quantomeno snellita per evitare sprechi».

La denuncia dell’anomalia di una holding svuotata, dato che il contratto con il Comune che assicura 610 milioni all’anno fino al 2017 è in capo alla controllata Atm Servizi, è condivisa anche da Onorio Rosati, segretario Cgil milanese: «Nulla di personale, ma se vogliamo davvero mettere insieme un piano della mobilità credibile serve discontinuità con il passato e una razionalizzazione della struttura». Ce n’è anche sul fronte del servizio, nell’analisi dei consumatori. «La carta dei servizi non rispetta la Finanziaria di due anni fa, che impone la condivisione del documento con le associazioni di consumatori così come chiesto anche da un ordine del giorno del consiglio comunale — denuncia Francesco Castellotti, vicepresidente di Federconsumatori Milano — in più, fino alla settimana scorsa, sull’orario ufficiale la frequenza dei mezzi era inferiore rispetto a quella prevista proprio dalla carta. Su questo chiediamo un incontro all’azienda: ci deve chiarimenti».

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